Se c´é un colore che identifica questa cittá, questo é il rosa, anzi più precisamente il rosa marrakech, come ci ha spiegato un venditore di pigmenti al mercato. 

Lo si vede già dall´aereo, é il colore del deserto, della terra baciata dal sole, del tramonto, e che si ritrova poi una volta a terra negli edifici, nelle case, nei muri, così che tutto si integra e si confonde con  il paesaggio rendendo unica questa città.

Ma quando poi si vá alla sua scoperta, i colori sono centinaia, é il verde dei parchi e delle palme, sono i variegati colori delle spezie, delle stoffe, dei tappeti, delle borse… una alternarsi di ocra, rosso, blu, arancio che lascia senza fiato, che fa correre da una parte all´altra dei mercati, cercando di catturare con gli occhi quante più sfumature possibili.

Non essendo mai stati prima in Marocco, siamo partiti un pó prevenuti: é una destinazione adatta alle famiglie? Ci piacerà il cibo? Sarà pulito il riad? E ognuna di queste domande ha avuto una risposta positiva una volta arrivati qui.

Bisogna peró che prima faccia delle precisazioni: i nostri figli sono adolescenti e per loro é stata un´incredibile avventura, ma non consiglierei questa meta se si hanno dei bambini piccoli. Il problema principale é che la Medina, il centro della città e tutti i mercati sono super affollati ed é difficile muoversi con un passeggino. Abbiamo visto famiglie, più che altro del nord Europa, con bimbi piccoli portati nello zaino. E´l´unica soluzione, sia per muoversi che per non perderli d´occhio. Anche per il mangiare quando si é in giro non ci sono molte scelte, Tajine e couscous si trovano dappertutto, ma se si preferisce qualcos´altro non é sempre semplice trovarlo in un ambiente che possa andare bene anche ai bambini. Il mio consiglio é di venire qui se i bambini hanno più di 8/10 anni.

Noi siamo rimasti qui tre giorni pieni ed abbiamo visitato la città con molta calma, perdendoci nei Souk, visitando le principali attrazioni, godendoci il sole nella terrazza del nostro Riad ( ve ne parlo qui) ed assaporando molto lentamente tutto ciò che questa città ha da offrire.

Primo giorno: Medina – Piazza Jema’a El-Fnaa – Moschea della Koutubia

Il Riad Jona, dove abbiamo soggiornato, si trova proprio nel cuore della Medina, per cui la prima cosa che abbiamo fatto é stata addentrarci nei Souk. In fondo è inevitabile non fare shopping a Marrakech visto che qui è un susseguirsi di minuscoli negozi uno accanto all’altro che vendono ogni cosa, dai gioielli, alle spezie, ai Kaftani, alle lampade… Il punto d’ inizio è la Piazza Jema’a El-Fnaa, il cuore della città, il punto in cui ogni strada converge.

E’ difficile consigliare quale direzione prendere. La cosa più bella é seguire l´istinto, perdersi, andando semplicemente a zonzo, senza seguire una direzione precisa ( che tra l´altro penso sarebbe impossibile). Gli acquisti iniziano subito, preceduti da lunghe contrattazioni, come é tipico. Il bello é che i venditori ci dicevano che loro avrebbero proposto un prezzo e noi avremmo dovuto contrattare… impossibile sfuggire a questa tradizione.

Il pomeriggio é stato occupato dalla visita alla Moschea della Koutubia ( solo l´esterno perché l´interno é vietato ai non mussulmani) e  del minareto con la sua particolare architettura. Intorno ci sono dei bei giardini e un pó più a nord il grande Cyber Park Arsat Moulay Abdevlam. Qui una sosta ´d´obbligo per riposarsi e godere un pó di fresco.

La sera di nuovo nella Piazza Jema’a El-Fnaa in uno dei ristoranti con terrazza per vedere dall’ alto la piazza ancora piena di bancarelle, musicisti, ammaliatori di serpenti, ed ammirare un tramonto da cartolina, mentre il sole cala all’orizzonte dietro al palazzo della Koutoubia ed il cielo si tinge ancora una volta di rosa 

Secondo giorno: Medersa di Ben Youssef –  Jardin Majorelle – Gueliz

Dopo un breve giro nei mercatini, ai quali é impossibile sfuggire se si ha il Riad proprio al centro,  abbiamo visitato la Medersa di Ben Youssef, l´edificio che anticamente ospitava la scuola coranica, e che é la più grande Medersa del Marocco.

Tutte le pareti sono ricoperte da ricchissime decorazioni e mosaici. Intorno al chiostro si trovano le celle dormitorio degli studenti, piccole stanze che danno sui cortili interni. 

Il pomeriggio lo abbiamo dedicato alla visita del Jardin Majorelle, un giardino botanico creato da Yves sai Laurent, che rappresenta una vera oasi di pace in questa caotica cittá. All´interno vi é anche un museo berbero, un piccolo caffè ed una libreria.

Poco più a ovest, intorno alla Place du 16 Novembre, si trova anche il quartiere Gueliz, la città nuova. Naturalmente non é così interessante come la parte vecchia. C´é un centro commerciale con gli stessi negozi che ci sono anche da noi, Mc Donald, bar e caffé. L´unica vera scoperta é stata la pasticceria Al Fadl  che ci ha ammaliato dalla vetrina costringendoci ad entrare per fare una scorpacciata di buonissimi dolci.

Terzo giorno: Palazzo El Badi – Palazzo El Bahia

Abbiamo lasciato all´ultimo giorno la visita del Palazzo El Badi. In realtà sono solo delle rovine che peró fanno subito capire come questo edificio avrebbe dovuto essere grande e spettacolare quando fu costruito. Non a caso il Nome di Palazzo El Badi significa in arabo “Palazzo incomparabile”. La struttura originale aveva 360 stanze, una piscina lunga 90 metri e tutto era riccamente decorato con marmi italiani ed oro. 

Qui abbiamo anche ammirato la più grande concentrazione di cicogne e nidi che ci sia mai capitato di vedere. Per noi una vera raritá.

Nella stessa zona ci sono le tombe saudiane, cioè il mausoleo della dinastia Sadiana ( che non abbiamo avuto tempo di visitare)  e il  Palazzo El Bahia. Questo palazzo è un bellissimo esempio di architettura alawita costruita tra il 1894 e il 1900 per le concubine di Ahma Ibn Moussa. Un harem con 160 camere riccamente decorate per ospitare 4 mogli e 24 concubine. Il vasto cortile piastrellato e la squisita giardini monumentali che si estendono per almeno 8 ettari vi toglierà il fiato. Il El Bahia Palace è ancora oggi utilizzato dalla famiglia reale marocchina quando si visita la città, ma per la maggior parte, è aperta ai turisti.

Consigli pratici

  • Secondo me la visita di questa città é adatta ai bambini che hanno più di 8 anni
  • Il periodo di viaggio migliore é la primavera o l´autunno. Noi siamo stati ad inizio aprile ed abbiamo avuto 25 gradi. Ci hanno detto che in estate si raggiungono anche i 50 gradi.
  • Se durante il giorno fa caldo, la sera invece la temperatura scende di parecchioe c´é sempre bisogno di un piumino leggero.
  • Muovetevi anche con i taxi che sono economici ( si contratta anche qui).
  • Scaricate prima di partire una APP di Marrakech che funzioni anche off line. Io uso CityMaps2go e mi é stata sempre utile quando dovevamo orientarci.
  • Fate una pausa nei parchi. Dopo tanto camminare non c´é niente di meglio che fermarsi in un giardino all´ombra delle piante, meglio ancora con una spremuta di arancia fresca. I bambini si possono muovere in libertà ed é fresco.
  • Bevete solo l´acqua minerale. Viene venduta dappertutto e costa poco.
  • Parlate con la gente. Se nei Souk, tutti attaccano discorso per vendervi qualcosa (a volte in maniera anche petulante) il resto delle persone é molto espansivo e gentilissimo soprattutto con i bambini. E´facile incontrare qualcuno e ritrovarsi a parlare delle proprie esperienze o di politica… e  sempre con un sorriso…

Come arrivare

Arrivare a Marrakech è facilissimo e poco costoso dato che oltre alle compagnie di bandiera Royal Air Maroc e Alitalia, si può raggiungere anche con le compagnie low cost (easyJet, Ryanair) che propongono voli diretti da gran parte degli aeroporti italiani. Ed è davvero molto vicino: ad appena 2 ore e 40 minuti di volo da Roma, perciò è perfetta per un lungo fine settimana.

Dove dormire

Per vivere in pieno l’ atmosfera di questa città, vi consiglio di scegliere un Riad. Noi abbiamo scelto il Riad Jona che si trova nella Medina, una posizione strategica per visitare tutta la zona vecchia a piedi.