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La verde Irlanda

Partiamo con un volo della Ryanair che offre una tariffa particolarmente economica


Dall´alto l´Irlanda ci appare, proprio come abbiamo letto e sentito tante volte, di tutti i colori del verde. Usciamo dall´aeroporto di Shannon alle 10.30 di sera e con nostra grande meraviglia notiamo che ancora è giorno e che fa tanto freddo.

In poche ore siamo passati dai 32 gradi dell´Italia ai 13 gradi dell´Irlanda. Sotto la pioggia scrosciante andiamo a prendere in consegna la macchina che avevamo prenotato dall´Italia sperando ingenuamente che il maltempo non ci accompagni per tutto il viaggio. Mentre il cielo imbrunisce andiamo alla ricerca del bed and breakfast che avevamo prenotato. Quando lo vediamo pensiamo che siamo proprio contenti di essere venuti in Irlanda.
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La Bunratty Wood Country House è una deliziosa casa di campagna con un grazioso giardino e gerani alle finestre. Lí vicino c´é anche un Pub con musica Irlandese dal vivo, ma i bambini sono ormai stanchi e cosí non ci resta altro che prendere possesso della nostra cameretta.

2° giorno

L´oceano
Siamo tutti pronti per la colazione e pregustiamo giá quello che troveremo nel piatto.

La stanza da pranzo è accogliente. Le pareti sono decorate con vari attrezzi che riportano indietro nel tempo e i tavoli sono apparecchiati con tovaglie a scacchi bianchi e rossi.

Gli altri ospiti sono tutti americani e siedono silenziosi ai loro tavoli. Speriamo di non fare la figura dei soliti italiani chiassoni, ma la cosa è quasi impossibile con due bambini che subito inorridiscono quando sul piatto si vedono arrivare salcicce, bacon, uova e pomodori.

Dopo avere riportato un po di calma, anche perché in un altro tavolo c´erano latte, korn-flakes, marmellata e frutta fresca, riusciamo a terminare la nostra colazione.

Poi di nuovo fuori, sotto la pioggia, per dirigerci verso Cong. Prendiamo la strada panoramica che costeggia l´oceano e a Doolin ci fermiamo per mangiare “fish and chips” molto graditi ai bambini, e respirare un po l´aria salmastra.
La pioggia è cessata ed è anche spuntato un pallido sole. Il posto ci piace, soprattutto perché c´é bassa marea e si puó vedere quello che l´oceano lascia scoperto.

Decidiamo di andare poi a vedere le scogliere di “Moher” di cui abbiamo sentito tanto parlare. Duecento metri di roccia a picco sul mare. Quando arriviamo sul posto ci accoglie un enorme parcheggio pieno di bus, auto e camper e di gente che si affanna per raggiungere a piedi il punto piú panoramico.
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Lasciate le scogliere e l´oceano riprendiamo la strada per Cong . Lí avevamo prenotato via Internet il “Courtyard Hostel” , ma il posto è cosí brutto desolato, e la casa cosí decrepita assolutamente inadatto per una famiglia con bambini che, frustrati e scontenti, andiamo subito via alla ricerca di qualcosa di meglio.

All´ufficio informazioni una signora gentilissima, vista la nostra situazione e visti i bambini ormai stanchi e affamati, ci indirizza verso una famiglia che affitta il piano superiore della loro casa a Cullen, a pochi chilometri da Cong.

La casa dispone di due appartamentini da affittare, ma al momento è libero solo il piú grande con tre camere, ognuna con il bagno, la cucina con lavatrice, lavastoviglie e microonde e una piccola salettina con la televisione.
Quando ci dice il prezzo decidiamo di prenderlo subito: poiché siamo solo quattro persone costa 40 sterline irlandesi (circa 100.000 Lire) a notte( per informazioni: Forest View Apartments, Cullen, Cong, tel: 092- 46532).

3° giorno

Ma quante pecore!!
La veduta che abbiamo dal nostro appartamentino è idilliaca: pecore, pecore e ancora pecore.
Lara scende subito di sotto per cercare di fotografare qualche agnellino e intanto noi ci prepariamo per andare ad Achill Island dove durante questa settimana c´é l´Achill Island Seafood Festival.

Appena andiamo fuori ci accorgiamo che questa sará una giornata ancora piú fredda delle altre. Una pioggerella fina fina sta iniziano a cadere e il cielo è particolarmente minaccioso.

La strada che attraversa il Connemara è decisamente suggestiva ma purtroppo il tempo peggiora e cosí non possiamo far altro che continuare a stare in macchina. Ci fermiamo solo per prendere un caffè e una fetta di torta e per riscaldarci (e vi assicuro che non è una esagerazione) in un punto di ristoro lungo la strada.

Ad Achill Island c´é addirittura la nebbia e il vento forte che scuote la vegetazione. Arriviamo nel punto piú estremo dell´isola a Dooagh, una fila di case bianche basse lungo la strada dove in un prato c´é anche un luna park.
Nonostante il Seafood Festival per pranzo è aperto un solo ristorante, che tra l´altro non offre nessun menú particolare, ma in compenso porta porzioni doppie di patatine per tutti.

Dopo aver mangiato decidiamo di sfidare il freddo e di andare sulla riva per vedere il mare.

Dapprima non ci crediamo, ma poi dobbiamo constatare che è proprio vero: nel freddo e nella nebbia alcuni giovani si stanno spogliando per fare il surf. Rimango senza parole.

E pensare che io il giorno prima mi sono addirittura comprata una giacca a vento!

>> continua il viaggio