I primi due giorni sono passati nel “minestrone multietnico” diMelbourne downtown … qui vedi veramente di tutto, la cosa piu’ impressionante e’ proprio la strada, fiumi di mondo con facce, occhi, vestiti, acconciature, lingue diversissimi e l’architettura rispecchia questo caleidoscopio umano con edifici moderni alternati ad angoli salvati della vecchia city come villette in stile vittoriano, chiesette english, il tram originale, l’avanguardia dei docks si affianca alla chinatown, il quartiere italiano di Carlton a quello greco, a quello vietnamita. Pero’ in tutto questo casino dalla’altra partre del fiume Yarra c’e’ un paradiso verde, i royal botanical gardens, una vera sorpresa dove tra olmi centenari, laghetti e tartarughe, fiori stupendi di ogni tipo e colore la nana si e’ potuta sbizzarrire e correre a volontà 🙂

Il jat-lag su di lei si è fatto sentire eccome, i primi giorni alle 4 del pomeriggio si addormentava in stato catatonico e non c’era verso di svegliarla, un crollo totale che abbiamo aspettato passasse, senza opporre nessuna resistenza.

Da Melbourne siamo partiti alla volta della rinomata Great Ocean Road, abbiamo noleggiato un’auto che la nana ha subito inaugurato con una vomitata da manuale (sara’ contenta la Europecar)… che dire? e’ un paradiso per i surfisti, e’ un paradiso per i turisti, ma soprattutto per chi ha la fortuna di viverci!! dopo una marea di curve a strapiombo sull’oceano abbiamo avuto l’onore di vedere i 12 Apostoli e tante altre bizzarrie della costa che lasciano davvero senza fiato, poi la Tower Hill Riserve una riserva naturale all’interno di un vulcano spento che definire “magica” e’ pochissimo, e incontri ravvicinati con koala liberi e cassowary, Giulia non voleva piu’ venir via (e neanche noi). Insomma sarà l’oceano prorompente, sarà la natura selvaggia, saranno le cittadine sonnolente, saranno gli incontri con gli animali liberi… questa parte d’Australia ci piace parecchio!

Dopo una traversata in traghetto con mare e vento forza 7 abbiamo passato tre gg a Kangaroo Island… qui la natura e’ remota e sovrana, un angolo d’Australia intatto, dove la giornata e’ scandita dagli appuntamenti con gli animali. Alle 16 si presentano in laguna i pellicani, alle 19 escono nelle radure i canguri, alle 21.30 sbucano dalle tane i pinguini… sara’ che sono cresciuta a pane e Superquark, ma questo animal-watching mi ha emozionato un casino! È una continua full immersion di foche, leoni marini e otarie…. ti manca il fiato, la forza dell’oceano, il vento costante, la pacatezza di questi bestioni quieti a due passi da te, tutto l’insieme ti fa sentire piccolo, piccolo e soprattutto un viaggiatore felice 🙂

E dopo 7 gg di lunghissime strade intervallate solo dal rumore di enormi trucks che trasportano merci e, ahimè, da qualche carcassa di canguro stirato… ripartiamo alla volta di Adelaide dove prenderemo un volo che ci porterà a Sidney.

Sydney ci accoglie con giornate di sole (alla faccia della continua variabilita’ meteo del Sud)…non e’ una citta’, e’ una F-I-G-A-T-A!!! perdonate la “licenza poetica” ma qui nessun’altra parola rende l’idea!!! come la metti metti, come la giri giri, sembra un connubio perfetto tra natura, modernità, business, cultura e clima. Quelli con cui capita di parlare, da chi e’ nato qui, agli immigrati 40 anni fa a chi e’ venuto 3 mesi fa a sbarcare il lunario facendo il cameriere, sono tutti entusiasti della città, delle opportunità lavorative, della mentalità, dell’etica e di come funzionano le cose. E’ come se energia, voglia di fare, sorrisi e semplicità facessero parte integrante di questa citta’. Sono spettacolari le baie sul Paramatta River, il cuore brulicante della city, i mall dai design creativi, le spiagge hawaiane in pieno centro, parchi immensi e curatissimi…e ovunque raccolta differenziata, wi-fi gratis, bagni coi fasciatoi e aree giochi, insomma chi come noi ha un bambino piccolo qui ha davvero la vita facilitata! Sydney sembra veramente a misura d’uomo e (detto tra noi) sarebbe da traferirsi subito 🙂

La nana si diverte su e giù per i traghetti che collegano le varie zone della città, quando è stanca la mettiamo a sedere sul passeggino e si fa un riposino, nello zaino porto sempre qualcosa da sgranocchiare o bere per le evenienze… ma potrei anche non avere niente che in questo paese dimostrano un’attenzione per i piccoli non indifferente!!

Con un trasferimento un po’ macchinoso (voli Sydney-Brisbane-Gladstone e poi traghetto di 2 ore) arriviamo frullati a Heron Island, isoletta-atollo della barriera corallina sede di ricerche universitarie sulla fauna …. e in breve capiamo il perché!!!

Tropico del capricorno, Queensland Great Barrier Reef… pensavamo fosse un paradiso per umani, invece e’ un paradiso per uccelli!!! sula lancagaster, limosa lapponica, anous minutus, Egretta sacra, gallenaurus philippensis, larus novae, sterna bergi e molti altri…sembra un film di Hitchcock!!! non c’e’ ramo di quest’isola senza un nido, siamo circondati, la nana dice che tutti questi uccellacci puzzolenti le danno fastidio (e in effetti!). Di notte fanno un casino indicibile, dei versi mostruosi, come bambini torturati, mio marito col sonno leggerissimo e’ corso a dotarsi di tappi per le orecchie…ma veniamo ai lati positivi: il reef e’ spettacolare, si nuota con mante e squaletti, lingue di sabbia si confondono con arcobaleni di azzurro e in questo periodo dell’anno le tartarughe depongono le uova e di notte si va alla ricerca delle loro tracce e delle loro buche… quindi partiamo di notte alla loro ricerca!

Notte stellata, la spedizione parte colle torce, nana compresa.. dopo 200 mt di spiaggia nella penombra ecco muoversi il primo tartarugone, e’ venuto qui a deporre le sue uova e sta scendendo verso il mare.. rimaniamo immobili, la corazza sara’ 1.50 mt, il codone triangolare, la testa maculata, e’ lentissimo, incede con grandi sforzi, lo seguiamo rispettosi e increduli. Ma era solo il primo regalo di questa notte, poi un’altra ancora e poi i piccolini appena nati raggiungere annaspando nella sabbia le onde…dopo 2 gg di tempesta tropicale quest’isola ci regala un’emozione unica.

Passiamo gli ultimi giorni di relax sulla spiaggia, tenendo la nana al sole sempre con la maglietta (anche in mare) e il bandana e una bidonata di crema protettiva, perché qui ti scotti in un attimo, dicono che il buco dell’ozono sia proprio sopra l’Australia e inizio a crederci.

Comunque dopo una settimana di spazi, blu, azzurri, verdi e profumo di oceano, niente altro da dire, solo grazie grazie grazie!!!!!!!!!!!!!!!