Qualche tempo fa io e mia moglie Mara decidemmo di ripercorrere il nostro percorso parigino che ci vide mano nella mano novelli sposi, in luna di miele. Questa volta, però, a distanza di 6 anni, sarebbe venuto con noi anche nostro figlio Roberto, 5 anni.

Memori di quanto sia “cara” la capitale francese, cercammo fin da subito qualche scorciatoia per il risparmio: fortunatamente sono tante le offerte per Parigi di aerei a basso costo o low cost, come si suol dire, e se ci si contenta di non voler necessariamente alloggiare nel bel mezzo del centro parigino, anche un letto in un albergo non diventa un attentato al conto bancario, complice anche la bassa stagione.

Atterrammo in una giornata senza troppo sole e grazie alle informazioni reperite nei giorni precedenti ci avviammo subito verso l’hotel.

Per la nostra settimana francese, optammo la Paris Visite: è una carta che consente spostamenti illimitati nelle 5 zone dell’area metropolitana fino a 5 giorni dal primo utilizzo. Naturalmente sono disponibili anche da 1, 2 o 3 giorni e per zone differenti, a seconda del prezzo o delle esigenze. A conti fatti, un buon risparmio per chi vorrà girare tutta la città senza pensieri con poco più di 50 euro (28 euro abbiamo pagato, invece, per Roberto).

L’hotel è stata una piacevole sorpresa: sebbene fosse di sole due stelle, pulizia e servizio erano di standard decisamente apprezzabile e si trovava a due passi dalla stazione di Asnieres, da cui un treno per Parigi centro partiva a ritmi di 15 minuti. Risparmio e comodità: le prospettive di una vacanza serena e divertente c’erano tutte.

Parigi, si sa, è innanzitutto Torre Eiffel e poco importa se la si è già vista: l’effetto sorpresa è sempre garantito. Così è stato anche per noi infatti, sotto la quale ci siamo scambiati un bacio mentre Roberto, passato lo stupore iniziale (e che tenerezza in quella sua boccuccia aperta!) non finiva più di tempestarci di domande su quanto fosse alta e chi l’avesse costruita. Tento di incuriosirlo con risposte e qualche gioco, sperando che non si lamenti presto della noiosa fila: sotto la Torre Eiffel, in qualunque giorno dell’anno, non manca mai ed è sempre nutrita, ma fortunatamente l’organizzazione ne permette uno smaltimento abbastanza rapido.

La vista mozzafiato a quell’altezza ripaga qualunque coda: una delle più belle città del mondo ai piedi del nostro sguardo. Prima di accodarmi all’uso da molti deprecato, ma da cui nessuno si sottrae, della foto a tutti costi lascio due minuti di volo al mio sguardo. E a proposito di abitudini banali, non nascondo l’acquisto del souvenir della Torre in miniatura, che già mi figuro sul mobile del soggiorno.

Inutile precisare che i prezzi dei ristoranti della torre sono decisamente salati, ma se qualcuno vuol fare un colpo di testa non è un sogno proibitivo. Spettacolo nello spettacolo è la Torre di notte quando è illuminata: due fasci di luce impreziosiscono le sue luminarie che paiono circondarla di pietre preziose visibili a molti chilometri di distanza.

Poco noto è che un’istituzione come il Louvre, che per la sua imponenza culturale poco farebbe pensare a un luogo di svago per bambini, offre in realtà un percorso a loro dedicato. Percorsi tematici che sanno incuriosirli sulla storia e sulle mostre, spiegate attraverso cartoni e colori: per Roberto scelsi “La vita in Egitto” che, in tutta franchezza, divertì anche e forse anche più me!

Ma Roberto non stava nella pelle per Disneyland e anche noi, non neghiamolo. Situato a Marne-la-Vallée, a una trentina di chilometri dal centro parigino, è – manco a dirlo – perfettamente collegato con la RER A, stazione di  Marne-la-Vallée. Comodissima la possibilità di acquistare il biglietto per il parco già alla stazione: costa circa 70 euro per due Parchi (volendo 53 euro per un solo Parco) e così facendo entrammo senza dover fare la fila.

Al Parco bisogna necessariamente dedicare quasi l’intera giornata: le attrazioni sono infinite e tutte divertentissime e anche la mamma e il papà sono tornati un po’ bambini. Disneyland è certamente dedicato ai bambini, ma il divertimento per i grandi è assicurato.

Certo, talvolta anche io e Mara ci siamo concessi qualche passeggiata chiedendo a Roberto un po’ di pazienza, la visita alla Cattedrale di Notre-Dame, naturalmente, non lo ha entusiasmato troppo, è comprensibilissimo, ma bisogna pur omaggiarla d’una visita, tanto è bella e in questa occasione “comperai” la sua pazienza con la prospettiva di un gelato al parco. Precisamente al Parc Floral, sulla linea 8 della metro, le cui giostre, non avendo ancora nevicato, erano ancora fruibili e sui quali sentieri si allestiscono piacevolissimi spettacoli di marionette e burattini (e beata Mara che si divertiva come una matta, forte del suo francese: io al massimo riuscivo a capire “bonjour”).

Oltre alle giustamente decantante bellezze cittadine, dalla Torre Eiffel al Quartiere Latino, da Notre-Dame a Montmartre, che a Natale s’ammantano di fascino particolare, bisognava proprio farsi un giro anche nei bei mercatini di Natale che proprio da qualche giorno avevano inaugurato.

Forse è poco noto che la città dell’amore per eccellenza ogni Natale ospita decine e decine di mercatini di Natale, con le sue bancarelle, decorate con luminarie e neve, con i suoi profumi di panini caldi e soprattutto di vin brulé, la difesa più deliziosa contro il freddo. Per i bambini si vendono anche bevande calde senza alcool.

Per questo Natale, il regalo l’abbiamo già avuto ed è stato fra i migliori che ricordi.