Guangzhou è stata la seconda tappa del nostro viaggio di 28 giorni nel sud della Cina, dopo Shenzhen. Arrivando da una città ipermoderna e tecnologica come Shenzhen, ci aspettavamo una metropoli simile. Invece Guangzhou ci ha sorpresi: è sì grande, vivace e moderna, ma porta con sé strati di storia che le altre città della Greater Bay Area non hanno. Ci siamo fermati cinque giorni, e non ci sono sembrati affatto troppi.
Conosciuta in Occidente come Canton — nome che deriva dalla trascrizione portoghese del dialetto locale — Guangzhou è una delle città più antiche e popolose della Cina meridionale, con oltre 16 milioni di abitanti. È la capitale della provincia del Guangdong, culla della cucina cantonese e da secoli punto di riferimento per i commerci internazionali.
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Cosa vedere a Guangzhou: le nostre tappe
Isola di Shamian
La prima cosa che abbiamo visitato è stata l’isola di Shamian, e devo dire che è stato un inizio perfetto per capire la complessità di questa città.
Shamian è un piccolo banco di sabbia sul fiume delle Perle, trasformato artificialmente in isola nell’Ottocento quando Gran Bretagna e Francia scavarono un canale artificiale a nord per separarlo dalla terraferma. L’obiettivo era creare una concessione straniera protetta, e in effetti per decenni l’isola fu divisa tra le due potenze coloniali: i tre quinti agli inglesi, i due quinti ai francesi. Due ponti collegavano Shamian alla città, entrambi chiusi la sera per motivi di sicurezza.
Passeggiare oggi tra le sue vie significa ritrovarsi in un quartiere dove le architetture europee — ville, palazzi coloniali, una cappella cattolica — convivono con la vegetazione tropicale e con la quotidianità cinese. I locali fanno jogging, si siedono sulle panchine, portano a spasso i cani. C’è un’atmosfera tranquilla, quasi sospesa nel tempo, che stona piacevolmente con il traffico e il rumore del resto della città.
L’isola di Shamian è anche il posto dove abbiamo cominciato davvero a capire il ruolo storico di Guangzhou: per secoli questa città è stata il principale porto attraverso cui la Cina comunicava con il resto del mondo.
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Tempio Hualin

A poca distanza da Shamian si trova il Tempio Hualin, uno dei più antichi di Guangzhou, fondato nel VI secolo d.C. secondo la tradizione dal monaco indiano Bodhidharma, il fondatore del buddhismo Chan (la versione cinese dello Zen).
Il tempio si trova nel mezzo di un quartiere tradizionale, tra mercati di giada e botteghe di prodotti religiosi. Vale la pena arrivarci a piedi dall’isola di Shamian, perché il percorso attraversa strade laterali dove la Guangzhou più autentica si mostra senza filtri.
Il mercato della giada di Hualin
Non molto distante dal Tempio Hualin si estende uno dei mercati della giada più famosi di tutta la Cina. Decine di botteghe e bancarelle espongono bracciali, pendenti, statuette e oggetti decorativi in giada di ogni qualità e prezzo, creando un’atmosfera che mescola sacro e commerciale in modo tipicamente cantonese.
Non so se i prodotti venduti qui siano principalmente per turisti, ma anche solo passeggiare tra gli stand è un’esperienza interessante. Se volete comprare qualcosa, fatelo con calma e senza fretta: la contrattazione è normale, e vale la pena osservare bene prima di decidere.
Quartiere di Enning Road e la casa natale dei genitori di Bruce Lee
Uno dei quartieri che ci ha più affascinati è quello intorno a Enning Road. Qui la Guangzhou “vecchia” sta rinascendo grazie a un sapiente recupero urbano.
In questo quartiere si trova la casa in cui nacque e crebbe il padre di Bruce Lee, Lee Hoi-chuen, attore cantonese trasferitosi poi a Hong Kong (dove nacque appunto Bruce Lee) e successivamente a San Francisco. La casa è una piccola abitazione tradizionale, non lontana da Yongqing Fang, un vicolo restaurato e trasformato in area pedonale con bar, ristoranti e negozi di design che mantiene però l’architettura originale. L’insieme del quartiere è affascinante proprio perché riesce a essere al tempo stesso autentico e frequentabile.
Girare per Enning Road e dintorni a piedi è una delle esperienze più godibili di Guangzhou: si cammina tra case centenarie, botteghe artigiane e odori di cibo che escono dai ristoranti locali. Consigliatissimo.
Chen Clan Academy

La Chen Clan Academy — conosciuta anche come Sala Ancestrale del Clan Chen — è uno dei complessi architettonici tradizionali più belli che abbiamo visto in Cina. Costruita nel 1894 durante la dinastia Qing, era originariamente finanziata da 72 famiglie del clan Chen sparse in tutta la provincia del Guangdong, con lo scopo di ospitare i giovani del clan che venivano in città per prepararsi agli esami imperiali.
Il complesso è composto da 19 edifici collegati tra loro, decorati con un’abbondanza di sculture in legno, pietra e mattoni, ceramiche e rilievi in stucco che raffigurano scene di fiori, uccelli e racconti della tradizione. I dettagli sono sorprendenti: ogni superficie sembra raccontare qualcosa, e ci si potrebbe passare ore a guardare i fregi sui tetti, le finestre intagliate, i pannelli dipinti.
Oggi il complesso ospita il Museo di Arti Popolari del Guangdong, con esposizioni di artigianato tradizionale regionale. L’ingresso è a pagamento ma assolutamente giustificato. È uno di quei luoghi che non ti aspetti così ricchi e che ti rimangono impressi.
Huacheng Square e il distretto di Zhujiang New Town

Huacheng Square è la grande piazza centrale di Zhujiang New Town, il moderno distretto finanziario di Guangzhou. Al tramonto, con la Canton Tower illuminata sullo sfondo e i grattacieli che si riflettono nelle fontane, è uno spettacolo notevole.
Zhujiang New Town è il volto contemporaneo della città: nato nei primi anni Duemila con l’obiettivo di creare un nuovo centro direzionale e culturale, ospita oggi la Guangzhou Opera House (progettata da Zaha Hadid con la sua forma fluida ispirata a rocce levigate dall’acqua), il Museo del Guangdong, la Biblioteca Civica e appunto la celebre Canton Tower.
La Torre di Canton, con i suoi 600 metri di altezza, è la torre televisiva più alta della Cina. La sua struttura iperboloide — più sottile al centro che alle estremità — è riconoscibile da qualsiasi angolo della città. Di sera si illumina e diventa il punto di riferimento dello skyline sul fiume delle Perle. Dalla piazza si gode una delle viste migliori, soprattutto al calar del sole.
Huacheng Square stessa è una grande area pedonale frequentatissima, dove i guangzhouiani (non so se si chiamano così) si ritrovano per passeggiare, fare sport, o semplicemente stare seduti sul prato. È un buon posto per osservare la vita quotidiana di una metropoli cinese moderna.
La cucina cantonese: il vero motivo per cui vale la pena fermarsi
Non si può parlare di Guangzhou senza parlare di cibo. La cucina cantonese è considerata una delle più sofisticate della Cina, e Guangzhou è il suo punto d’origine. I mercati mattutini profumano di brodo di noodles, i ristorantini servono dim sum dalla prima mattina, le raviolerie si riempiono a ogni ora del giorno.
I dim sum — i famosi raviolini al vapore, fritti o in brodo — sono l’esperienza gastronomica imprescindibile. Lasciatevi guidare dai menu fotografici o indicate quello che volete tra ciò che portano ai tavoli vicini: funziona benissimo. Abbinato a un tè al gelsomino, è uno di quei pranzi che poi fai fatica a dimenticare.
Anche i noodles di riso saltati con verdure o manzo, e le zuppe servite in grandi pentole fumanti, sono tra le cose migliori che si possono mangiare in questa città.

Come spostarsi a Guangzhou
La metropolitana è il mezzo più comodo: la rete è estesa, moderna e puntuale e i nomi delle stazioni sono scritti anche in inglese. I biglietti si acquistano agli sportelli automatici nelle stazioni — ricordatevi di avere Alipay o WeChat Pay configurati, perché i contanti sono rarissimi in Cina e molte biglietterie automatiche accettano solo pagamenti digitali.
Per i tragitti brevi o per i quartieri storici, spostarsi a piedi è spesso la scelta migliore: molte delle attrazioni che abbiamo elencato si trovano in un raggio percorribile in una mattinata. In alternativa, DiDi (l’equivalente cinese di Uber) funziona bene e il prezzo è contenuto.
Come arrivare a Guangzhou
Guangzhou è ottimamente collegata con il resto della Cina attraverso la rete ferroviaria ad alta velocità. Nel nostro caso siamo arrivati da Shenzhen — circa 30-40 minuti di treno — e poi dopo esserci fermati a Guangzhou abbiamo proseguito sempre in treno verso Yangshuo. Il nostro consiglio è di prenotare i biglietti su Trip.com: è comodo e funziona bene anche con carte di credito straniere.
Guangzhou dispone anche di un aeroporto internazionale (Baiyun International Airport) ben collegato con le principali città asiatiche.
Quanti giorni dedicare a Guangzhou
Noi ci siamo fermati cinque giorni, il giusto per visitare con calma i principali punti di interesse senza correre. Se hai meno tempo, con tre giorni si riesce comunque a vedere: l’isola di Shamian, il quartiere storico con il Tempio Hualin e la Chen Clan Academy, e il distretto moderno di Zhujiang con la piazza Huacheng e la Canton Tower di sera.
Copyright: testi e foto Quantomanca
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