Ci sono posti che cambiano faccia quattro volte l’anno e ogni volta sembrano diversi, quasi irriconoscibili. Il Bosco di Sant’Antonio, alle porte di Pescocostanzo nel cuore del Parco Nazionale della Majella, è uno di questi. Una faggeta antica, con alberi dalla forma impossibile, che in estate offre frescura e silenzio, in autunno si incendia di colori, e in inverno diventa il paesaggio innevato che hai sempre immaginato.
Dove si trova il Bosco di Sant’Antonio
Il Bosco di Sant’Antonio si trova nel comune di Pescocostanzo, in provincia dell’Aquila, a circa 1.300 metri di quota, tra le dorsali del Monte Pizzalto e del Monte Rotella. È un’area naturale protetta all’interno del Parco della Majella, raggiungibile facilmente in auto da qualunque direzione.
Da Roma e Pescara si prende l’A25, uscita Sulmona, poi si prosegue sulla statale fino a Pescocostanzo seguendo le indicazioni per il bosco. Da Napoli si arriva tramite la A1. Una volta raggiunto il paese, pochi chilometri di strada agevole — con prati e mucche al pascolo ai lati — portano direttamente all’area bosco.
Una foresta con una storia lunga duemila anni
Il Bosco di Sant’Antonio non è sempre stato quello che vedi oggi. In epoca pre-romana era considerato una foresta sacra dedicata a Giove; nel Medioevo fu consacrato a Sant’Antonio e divenne rifugio per gli animali al pascolo.
È proprio la pastorizia medievale a spiegare la caratteristica più sorprendente di questo bosco: la forma a candelabro dei faggi. Per permettere agli animali di pascolare sotto le chiome senza che i rami bassi li ostacolassero, gli alberi venivano potati con la tecnica della capitozzatura — il taglio dei rami sopra il punto di inserzione con il tronco. Il risultato, dopo secoli, sono alberi monumentali dalle sagome spettacolari, con tronchi che sembrano sculture e chiome che si aprono verso il cielo come mani aperte. Sono circa 550 ettari di bosco, non enormi, ma ogni metro quadrato vale la visita.


Cosa fare al Bosco di Sant’Antonio: le attività per stagione
Primavera ed estate
Con l’arrivo del caldo il bosco diventa un rifugio naturale: la temperatura sotto i faggi è sempre qualche grado più bassa rispetto alla pianura, e il silenzio — interrotto solo dagli uccelli e dal vento tra le foglie — è una risorsa rara. È la stagione ideale per i sentieri escursionistici, i pic-nic nell’area attrezzata e le passeggiate a cavallo lungo i percorsi del bosco (troverai i pony proprio di fronte al prato principale).

Autunno
Il periodo del foliage è forse il più amato da chi conosce questo posto. Tra ottobre e novembre i faggi si tingono di giallo, arancio e marrone ramato, e la luce che filtra tra le chiome crea un’atmosfera che vale da sola il viaggio. È anche il momento in cui le fotografie vengono meglio.
Inverno
Con la neve, il Bosco di Sant’Antonio si trasforma in qualcosa di fiabesco. I rami carichi di bianco, le sagome dei candelabri emergenti dalla nebbia, il silenzio assoluto. Chi ama lo sci di fondo o le escursioni in ciaspole trova qui un contesto ideale, con percorsi segnalati e accessibili anche senza esperienza specifica.
I sentieri: quale scegliere
All’interno del bosco ci sono diversi percorsi segnalati. Quello più adatto a chi non ha esperienza escursionistica — e particolarmente indicato con bambini — è il sentiero n. 10, un percorso didattico ad anello di poco meno di 2 km con un dislivello massimo di soli 40 metri. Il tracciato attraversa il bosco seguendo i faggi più antichi fino a raggiungere l’eremo medievale di Sant’Antonio, costruito in epoca medievale e ancora perfettamente leggibile nel paesaggio, per poi tornare al punto di partenza.
Per chi vuole qualcosa di più lungo o impegnativo, il bosco si inserisce in una rete sentieristica più ampia all’interno del Parco della Majella.
Cosa c’è nell’area del bosco
L’area attrezzata è gratuita e include tavoli e panche in legno posizionati quasi tutti all’ombra — perfetti per un pic-nic anche nelle giornate più calde. C’è anche una zona dedicata alla sosta cavalli e, come accennato, la possibilità di passeggiate a cavallo o pony per i più piccoli.

L’eremo di Sant’Antonio, raggiungibile lungo il sentiero n. 10, è una piccola costruzione medievale immersa nel bosco — sobria, silenziosa, con quell’atmosfera propria dei luoghi di preghiera lontani dal rumore.
Pescocostanzo: il borgo da non perdere
Il Bosco di Sant’Antonio è alle porte di Pescocostanzo, uno dei borghi più belli d’Italia e uno dei più affascinanti dell’Abruzzo. Centro storico medievale intatto, pavimentazioni in pietra, palazzi nobiliari e una tradizione artigianale — pizzi al tombolo, ferro battuto, oreficeria — che continua ancora oggi. Vale abbondantemente una visita prima o dopo il bosco.
Dove dormire
Per chi vuole fermarsi, Pescocostanzo offre diverse strutture ricettive tra B&B, agriturismi e piccoli hotel. In alternativa, la zona dell’Aquila e dell’Alto Sangro ha una buona offerta anche per famiglie. Consulta la nostra selezione di hotel per famiglie in Abruzzo per trovare la soluzione più adatta.
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