in bicicletta lungo le valli di comacchio in emilia romagna

Ci sono posti che non ti aspetti. Arrivi ai Lidi Ferraresi con in testa l’idea del mare — la spiaggia, il sole, l’ombrellone — e poi qualcuno ti dice che a pochi chilometri dalla battigia c’è un mondo completamente diverso. Canali silenziosi, saline abbandonate, colonie di fenicotteri rosa. E che ci si arriva in bici, su strade pianeggianti, senza dover essere un ciclista esperto.

È esattamente così. E una volta che lo fai, il mare passa quasi in secondo piano.

🚴 Il percorso in sintesi

📍 Partenza/Arrivo: Lido degli Estensi (parcheggio Viale Manzoni)

📏 Distanza: circa 25-30 km (anello)

📈 Dislivello: quasi nullo

Difficoltà: facile

🛣️ Fondo: sterrato e asfalto

🚲 Bici consigliata: bici da trekking, MTB o e-bike

⏱️ Durata: mezza giornata o giornata intera con soste

🦅 Periodo consigliato: primavera e inizio estate

🗺️ Ciclabile: FE 425 (andata) · FE 417 / SP1 (ritorno)

⛴️ Traghetto finale: Porto Garibaldi → Lido degli Estensi (pedoni e bici)

Il punto di partenza: Lido degli Estensi

L’escursione inizia dal parcheggio di Viale Manzoni a Lido degli Estensi, uno dei sette Lidi Ferraresi. Si lascia l’auto, si sale in sella — bici propria o noleggiata, qui non mancano i punti di noleggio — e si seguono i cartelli della ciclabile FE 425.

La segnaletica è ben fatta e distribuita lungo tutto il percorso: non serve una mappa, basta seguire i cartelli. Quasi subito c’è un sottopasso sotto la statale Romea che evita il traffico e porta direttamente dall’altra parte, dove la strada asfaltata finisce e comincia qualcos’altro.

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Oltre la Romea: il paesaggio cambia

È difficile spiegare quanto sia netto il cambio di atmosfera. Da una parte c’è la strada statale con i suoi camion e le sue auto. Dall’altra si apre un paesaggio fatto di acqua, cielo e silenzio. Strade sterrate che corrono tra i canali, vegetazione bassa, nessun rumore di fondo che non sia il vento o il verso di qualche uccello.

Il primo tratto costeggia il Canale Longonovo, dove si incontrano i bilancioni — quelle strutture in legno con le reti sospese che i pescatori calano nell’acqua con un movimento lento, meccanico, antico. Ci si ferma quasi senza accorgersene. Non c’è niente di spettacolare da vedere in senso turistico: c’è solo il rumore dell’acqua, qualche voce lontana, il cigolìo del legno. È esattamente il tipo di pausa che non sapevi di cercare.

Le saline di Comacchio e i fenicotteri

Il momento più sorprendente arriva quando il percorso attraversa le saline di Comacchio. L’estrazione del sale qui è cessata nel 1984, e da allora la natura ha fatto quello che sa fare meglio: ha ripreso il suo spazio. Le ex saline sono diventate uno dei siti di nidificazione dei fenicotteri più importanti d’Italia.

Vederli dal vivo, a poca distanza, in gruppi numerosi che si muovono nelle acque basse con quella grazia improbabile, è una di quelle esperienze che rimangono. Non è uno zoo, non è una riserva recintata con cartelli turistici. È semplicemente un posto dove i fenicotteri hanno deciso di stare, e tu ci passi in bici.

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Lungo questo tratto c’è anche una torre di osservazione in legno dove salire per avere una visuale dall’alto sulla salina — vale la pena fermarsi, soprattutto nelle ore meno luminose quando i colori dell’acqua cambiano continuamente.

Comacchio: la piccola Venezia

Il percorso porta naturalmente verso Comacchio, e qui vale la pena rallentare ancora. La città è piccola, percorribile a piedi in poco tempo, ma ha un carattere forte: i canali, i ponti, le case dai colori tenui che si riflettono nell’acqua. Il soprannome di “piccola Venezia” la mette in competizione con posti che non c’entrano nulla — Comacchio è molto più silenziosa, molto più vera, molto meno consapevole di sé stessa.

I Trepponti sono il simbolo della città: un ponte a cinque rampe del Seicento che unisce altrettanti canali in un punto solo. Al tramonto, con le luci che cominciano ad accendersi, è uno di quei posti che non richiedono spiegazioni. Se vuoi sapere cosa vedere e come organizzare la visita, abbiamo scritto una guida completa a Comacchio.

Se hai tempo e curiosità, il Museo Delta Antico a Palazzo Bellini raccoglie i reperti dell’antica città etrusca di Spina, ritrovata nell’entroterra — una storia che dà uno spessore inaspettato a questo angolo di pianura.

l ritorno: la ciclabile e il traghetto

traghetto per pedoni e biciclette porto garibaldi

Da Comacchio si torna verso Lido degli Estensi lungo la ciclabile parallela alla strada provinciale SP1 — tutta asfaltata, comoda, più veloce rispetto all’andata. In alternativa, all’uscita da Comacchio si può prendere l’argine della Valle Fattibello sulla ciclabile FE 417 per un tratto più naturalistico.

Il finale del percorso ha un piccolo colpo di scena: nell’ultimo tratto si prende un traghetto per pedoni e biciclette che attraversa il canale e riporta a Lido degli Estensi. È un traghetto minuscolo, quasi familiare, che dura pochi minuti. Ma chiude il cerchio in modo perfetto — si arriva dall’altra sponda con la sensazione di aver fatto qualcosa di più di una semplice pedalata.

Informazioni pratiche

Il percorso completo è di circa 25-30 km, interamente pianeggiante. Non richiede preparazione atletica particolare — è adatto anche a chi non pedala abitualmente, e con bambini abbastanza grandi da reggere la distanza (orientativamente dai 7-8 anni in su, anche su bici con seggiolino per i più piccoli).

Le bici si noleggiano direttamente ai lidi, con diverse opzioni tra bici tradizionali ed elettriche. Le e-bike rendono il percorso ancora più accessibile per chi vuole godersi il paesaggio senza pensare alla fatica.

Il periodo migliore è la primavera e l’inizio estate — i fenicotteri sono presenti, le temperature sono piacevoli e le strade sterrate sono percorribili senza problemi. In piena estate si pedala volentieri la mattina presto; nelle ore centrali il caldo sulla salina può essere intenso.

Portati acqua a sufficienza, soprattutto nella stagione calda: tra le saline e le valli non ci sono molti punti di rifornimento, a parte il bar segnalato lungo il percorso.

Se stai pianificando una vacanza in zona, i Lidi Ferraresi sono la base ideale per questa escursione — trovi tutti i dettagli nella nostra guida ai Lidi Ferraresi. E se stai valutando anche altre mete sulla costa adriatica, vale la pena dare un’occhiata alla Riviera Romagnola, che ha un’atmosfera molto diversa ma è a poca distanza.


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