Quando si parte verso mete esotiche, l’ igiene e l’ alimentazione sono spesso fonte di problemi. Il SIPPS, cioè la  Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale (SIPPS) ha stilato  un decalogo che raccoglie semplici norme, utile per tutte le famiglie con bambini che hanno scelto per le proprie vacanze paesi esotici o zone particolarmente a rischio.

ATTENZIONE AL CIBO: I cibi, infatti, non devono essere mai consumati crudi. La frutta, la verdura e i legumi possono essere assunti crudi solo se possono essere sbucciati. Non è consigliabile neanche mangiare  uova crude o poco cotte. Per quel che riguarda il latte, questo deve essere bollito ed evitate i  i formaggi freschi.

CONSUMO DELL’ ACQUA: l’acqua da bere deve esser minerale e imbottigliata e controllate anche che al ristorante vi diano una bottiglia chiusa. Nelle zone particolarmente a rischio, meglio se usate l’ acqua minerale anche per l’ igiene personale.

ALL’ARIA APERTA: meglio prevenire le  punture di insetti ed evitare di uscire dal tramonto all’alba. E’ consigliabile un abbigliamento che preveda pantaloni lunghi  ed evitare colori scuri.

PROTEGGERE BENE I BAMBINI  DAL SOLE: utilizzare berretti e creme solari e  evitare la disidratazione bevendo molto.

IGIENE:  evitare di bagnarsi e lavarsi in acque dolci potenzialmente contaminate da escrementi umani o animali.

FARMACIA DA VIAGGIO: non devono mancare nel bagaglio un termometro, garze sterili, salviettine disinfettanti, crema per le contusioni e mercurio cromo.

IN AEREO: per evitare disturbi alle orecchie dare ai più piccoli il ciuccio o il biberon.

VACCINAZIONI: considerato che una profilassi vaccinale ha bisogno di un tempo adeguato per garantire la protezione dalla malattia, il consiglio è comunque sempre quello di programmare, quando è possibile, un viaggio con anticipo, tenendo presente anche gli aspetti legati alla sicurezza sanitaria.

JET LAG: Con soggiorni brevi (meno di 3 giorni) e’ consigliabile mantenere l’orario del Paese di origine.

AL RITORNO NON ABBASSATE LA GUARDIA: in caso di febbre alta fino a tre mesi dopo e’ bene contattare un centro specializzato.

«Non tutte le cosiddette malattie del viaggiatore sono uniformemente presenti in tutte le aree a rischio» spiega Giuseppe Di Mauro, presidente SIPPS «al primo posto c’è il Continente africano; seguono poi il Sud Est Asiatico, l’America latina e il Medio Oriente. E anche per quanto riguarda l’Africa,  ci sono comunque differenze: “ad esempio l’Africa sub-sahariana e’ ad alto rischio di malaria (el tipo piu’ pericoloso), mentre nel Nord Africa, cosi’ come nel Sud Est asiatico, sono piu’ diffuse le malattie di origine alimentare come, ad esempio, epatite A, tifo e colera”»


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