Il viaggio in treno per Roma è stata una scelta molto indovinata, considerato il traffico caotico che regna nella capitale, il trovarsi a Roma alla vigilia di un avvenimento importante come il Giubileo, che richiama nella capitale migliaia di fedeli e, non da meno, il problema dei parcheggi…e poi, perché no!? Dopotutto è anche una scelta ecologica!

Comunque, il fatto è che, in meno di due ore, da Firenze (ore 08:39), siamo arrivati a Roma Termini (10:10) senza stress o stanchezze accumulate per la guida.

Abbiamo scelto un hotel in posizione strategica rispetto alla stazione stessa ed ai vari punti di interesse che ci eravamo prefissati prima di partire.

Inoltre, visto il poco tempo a disposizione per il soggiorno, ho deciso di esagerare: ci siamo coccolati in un hotel 4 stelle di prestigio.

LA STRUTTURA: ROSE GARDEN PALACE

Fin dall’ingresso capisci che si tratta di un albergo importante. Lo si nota dall’arredamento essenziale ma di pregio e dall’unione dei colori tenui del travertino, sapientemente distribuito tra pavimento e cardinali di porte e finestre. Nella hall è diffuso un profumo di Acqua dell’Elba, emanato da enormi contenitori con al loro interno bastoncini di bamboo che ne assorbono la fragranza. Il personale della reception ci ha subito riconosciuto e con cortesia ci ha introdotto le regole e meccanismi dell’hotel.

Per quanto riguarda la camera ci hanno concesso l’uso di una suite al 5° piano, dotata di bagno, arredata alla grande, con parquet sul pavimento, letto matrimoniale enorme ed un divano letto dove hanno dormito i bimbi, anch’esso molto ampio; pulitissima. Tv lcd 38 pollici con sky incluso.

Nel complesso 20 mq. luminosi ( 3 finestre ) e puliti. Prenotato con Booking.com

LA VISITA

Se c’è una cosa che bisogna evitare quando siamo a visitare una grande città è senz’altro la frenesia. Se facciamo prevalere la frenesia di vedere più cose possibili, avendo poco tempo a disposizione, si finisce inevitabilmente per vedere poco e male, con conseguente aumento dello stress nostro (di genitori) e, ahimè, dei nostri figli. Ve lo dice uno che c’è passato diverse volte… .

Al contrario, bisogna focalizzare la visita su poche, pochissime cose, in modo tale da vederle bene, senza sacrificare emozioni e sorrisi che poi alla fine sono le componenti principali di un viaggio, specie con figli al seguito.

Per cui, partendo da questo inamovibile principio, le nostre tappe base sono state: il Colosseo, Fontana di Trevi, Pantheon, San Pietro, distribuite nelle due giornate.

Siamo riusciti a vedere tutto! Non solo, oltre a vedere bene queste quattro meraviglie, il tempo e la temperatura favorevole, ci hanno consentito di passeggiare per le vie di Roma, passando per luoghi altrettanto belli, ma che non avevamo messo in itinerario, tipo P.zza Navona, Palazzo Chigi, Palazzo Madama, Castel Sant’Angelo… .

Ci sono poi successi due episodi imprevisti che hanno contribuito a rendere questa breve vacanza ancora più speciale: il primo è stato quando, un po’ stanchi per il cammino, abbiamo deciso di fermarci in una pasticceria del centro, Caffè Accademia, per un thè. Sappiamo bene come funziona solitamente in questi luoghi “per turisti fai da te”, ti siedi, ordini ed il conto equivale quasi ad una cena!!!! Così io, cercando di evitare il servizio al tavolo, mi sono avvicinato al banco ed ho ordinato quattro thè, precisando che li volevamo consumare al banco! Il tipo, probabilmente mosso a compassione, si è rifiutato, dicendoci:”non vi posso dare quattro thè al bancone, dajé!!! Sedetevi tranquillamente, sono il proprietario e vi farò pagare il normale prezzo, senza servizio al tavolo!!!”.

Dovevate vedere l’espressione dei miei figli, il loro sguardo parlava… . Dunque, non solo ci siamo seduti comodi a sorseggiare il nostro thè, ma c’è stato anche offerto un supplemento al dolcino che già avevo preso ai miei figli. Niente male, no!?

L’altro episodio è accaduto in Fontana di Trevi, dove come ben sapete è usanza gettare una monetina in auspicio di buona sorte. Bene…, peccato che sia io che mia moglie avevamo terminato tutte le monetine e Gioele si era un po’ rattristito per questo sconveniente. Seduti sul bordo della vasca, chiedo ad un gentile signore di scattarci una foto ricordo, il quale accettando volentieri ci domanda: ”ma la monetina da gettare, l’avete!!??”. Noi molto mestamente rispondiamo ovviamente di no, al ché, il signore, mostrandosi molto sensibile alla situazione, ce ne offre una per Gioele ed una per Mattia. Il resto lascio immaginarlo a voi… .

Sono stati due giorni molto, molto belli. E’ stato emozionante vedere la bellezza, l’ingegnosità e la maestosità di certe opere d’arti. E’ stato affascinante passeggiare per le viuzze del centro, fra negozietti artigianali, piccole trattorie tradizionali e locali di vario genere, respirando gli odori da essi emanati, osservando i pittoreschi personaggi che vi si aggirano ed ascoltando le loro singolari storie.

NOTE

La cena: Winebar, ristorante, pizzeria, griglieria San Marco. Niente di eccezionale e prezzi piuttosto gonfiati rispetto alla media;

Pranzo: uno al sacco ed il secondo giorno in uno di quei localini di cui parlavo prima, il quale merita davvero una mia menzione: SoloPasta, gestito in famiglia in maniera semplice, puntando su quel prodotto che tanto ci fa grandi nel Mondo. Il servizio te lo fai tu e così i prezzi nel complesso si abbattono. Ottimo!

Mobilità a Roma assolutamente da rivedere, tranne i taxi, che talvolta risultano essere più convenienti ed utili di altri mezzi pubblici, senza tralasciare l’aspetto culturale che nascondono!

Per approfondire, ecco le guide per bambini su Roma

Buona vita.

Luigi


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