La Capalbio come possibile tappa di un family tour.

Forse perchè nell’ immaginario più comune Capalbio viene spesso associato ad un turismo più d’ elite, sopratutto vista anche l’alta concentrazione di seconde residenze “importanti”, non era mai stata presa da me in considerazione come possibile tappa di un family tour. Errore.

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Rimanendo pur sempre una località esclusiva, c’è da dire però che, scegliendo i giusti periodi (Aprile-Maggio, Settembre-Ottobre), Capalbio ed il suo litorale, si manifestano ai visitatori in tutto il loro splendore.

Capalbio cosa vedere

Il paese si erge su di un promontorio facilmente distinguibile mentre si percorre l’ Aurelia e, grazie alla sua posizione, gode di un clima assolutamente favorevole alle coltivazioni ortofrutticole, in particolare olio e vino, come quelle floreali. Questo lo si nota già percorrendo la strada che porta verso il borgo, che salendo dolcemente, attraversa dei tratti di bosco con querce e lecci dall’aspetto poderoso.

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Ma pure il sottobosco nasconde una flora stupenda, con pianticelle fiorite che raramente in bosco si vedono. Tutto spontaneo!!! La potenza della natura… . Passeggiando tra le strette vie del paese, preservato in maniera straordinaria direi, siamo rimasti stupiti della salute e delle varietà floreali in bella evidenza sui balconi e davanti agli ingressi delle abitazioni. Testimonianza della cura delle persone, ma ribadisco, anche di un clima mite.



E poi succede che senza rendertene conto ti ritrovi a parlare con il dottore del paese che, con la sua valigetta di cuoio, va a far visita ai suoi pazienti, calmo, pacato nel parlare e nei modi. Segno piuttosto evidente dello stile di vita che si trova a Capalbio. Mi ha stupito vederlo salutare gli abitanti chiamandoli per nome! mi sono sembrate cose d’altri tempi.

E poi, lo sapete, un posto speciale ha quasi sempre in seno un personaggio altrettanto speciale ed unico, che non sempre si rivela ai visitatori, in quanto fuori dagli schemi turistici preconfezionati. Quando però accade il ricordo di quell’incontro ti rimane dentro per sempre. A noi è successo.

E’ capitato proprio mentre finivamo il nostro giro del paese. Ad un tratto fui colpito da delle lavorazioni in salice, poste alle grate di una finestra. Voltandomi vidi che dall’altra parte della via, c’era un piccolo fondo, stracolmo di panieri, cesti, sottopentole, attrezzi vari per lo più fatti artigianalmente. Pieno! c’era solo un piccolo spazio di accesso con un tavolino da lavoro da una parte.

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Essendo un amante delle cose artigianali, quello mi sembrava il posto giusto per acquistare uno di quegli splendidi manufatti, ma dovevo anche conoscere l’autore di tanta bellezza. Ecco che da una porticina posta sopra questo fondo esce un giovane, 35 anni al massimo, che prima di farlo allontanare chiedo se sapeva indicarmi la persona che faceva quei lavori perchè ero interessato all’acquisto. Mi guarda, anche un pò stupito, e con un sorriso mi risponde: “mio nonno, lo vado a chiamare”.

Che si trattasse di una persona anziana me lo potevo immaginare, ma quello che si è presentato davanti a me, mia moglie ed i miei due figli, andava oltre: un piccolo ometto, più o meno 90 anni, ricurvo sulla schiena, una coppoletta in testa ed una gabbanella celeste indosso. Due mani sproporzionate rispetto all’esile corpo, due mani enormi, forti. Senza convenevoli si siede al suo banco di lavoro e ci domanda a cosa eravamo interessati ed intanto comincia a lavorare. In men che non si dica aveva già fatto la base per un cesto, grazie ad uno strumento mai visto prima. Anche perchè in seguito, ci ha confessato, che lo aveva costruito lui stesso!

Lo osserviamo mentre muove le sue mani con la testa piegata sul pezzo, borbotta qualcosa ogni tanto, ma non si capisce bene quel che dice. Poi si alza improvvisamente, quasi a far capire che si stava perdendo troppo tempo e ci invita a decidere, ma senza alcun tipo di ingerenza commerciale. Lo guardo per la prima volta bene in viso e noto un particolare sconcertante: quell’uomo aveva un’ occhio solo!!! Faceva quel che faceva solo con un occhio perchè l’altro lo aveva lasciato sul campo, durante la Prima Guerra Mondiale!!!! Incredibile, se non lo avessi visto con i miei occhi. Penso che ogni commento, a questo punto, sia superfluo.

Il secondo giorno ci siamo rilassati sulla spiaggia di Capalbio. I bambini liberi di correre e rotolarsi a terra. Hanno raccolto conchiglie e legnetti vari lasciati sulla riva da una precedente mareggiata. Noi, seduti sulla terrazza di un piccolo barretto, mentre li osservavamo giocare, ridere, rincorrersi, ripensavamo a quel fantastico personaggio conosciuto il giorno prima, con la gioia dentro di un incontro speciale.

Dove dormire

Consiglierei, non solo per esperienza personale, l’ Hotel Valle del Buttero, in quanto si può usufruire di piccoli appartamenti o normali stanze da albergo. Elegante quanto basta, ordinato e pulito. Colazione super!!! A disposizione ping-pong, biliardo, biliardino, giochi da tavola ed altri giochi per i più piccoli. Gentilezza e disponibilità sopra la media. In merito a ciò vi dico questo: giunti a casa, nello sfare i bagagli, mio figlio piccolo si era accorto di essersi dimenticato in stanza un piccola luce per la notte alla quale lui era affezionatissimo. Spiegato tutto all’albergo, senza “se” e senza “ma”, hanno provveduto loro stessi a spedircela, pagando pure le spese di spedizione! Grandi.

Dove mangiare

Trattoria La Portin centro a Capalbio, consigliata dopo uno dei tanti incontri in paese. Spesa giusta, servizio ok, cibo pure. Insomma, per noi valido rapporto qualità-prezzo.

Capalbio e dintorni cosa vedere

Se si affronta nel giusto modo, la visita di Capalbio paese e il mare davanti possono già bastare a rendere il soggiorno piacevole. Tuttavia mi sento di consigliare una visita al Giardino dei Tarocchi e magari alla riserva WWF del Lago di Burano. La stessa Ansedonia potrebbe essere una tappa appetibile, ma alla fine il consiglio è sempre lo stesso: meglio poco, ma bene che inutili e stancanti corse da un posto ad un altro. Dipende da quanto tempo avete!!!

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Buon viaggio e buona vita.

Inviato da Luigi


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