Scoprire che un bambino e il genitore che viaggia con lui hanno ricevuto posti distanti in aereo può creare qualche difficoltà, soprattutto quando il problema emerge a ridosso della partenza. Prima di acquistare un nuovo posto o accettare un supplemento proposto dalla compagnia, è bene sapere che questi costi aggiuntivi non sono dovuti.

In Italia, infatti, vigono norme specifiche sull’assegnazione dei sedili e queste non dipendono dall’aver pagato in anticipo per scegliere due posti vicini. Età del bambino, distanza dall’accompagnatore ed eventuali servizi acquistati sono tutto ciò che serve per capire se la sistemazione proposta dalla compagnia sia corretta.

Quando bambino e accompagnatore devono viaggiare vicini

La tutela riguarda i bambini di età uguale o superiore a 2 anni ma inferiore a 12 anni che viaggiano nella stessa classe con i genitori o con almeno un adulto accompagnatore.

Le compagnie aeree operanti in Italia devono garantire, già dalla fase di prenotazione o acquisto del biglietto, l’assegnazione di posti vicini senza applicare costi aggiuntivi. La regola è in vigore dal 15 agosto 2021.

Può comunque accadere che non sia possibile trovare due sedili contigui? In questa circostanza esiste un limite alla distanza: il bambino deve essere sistemato nella stessa fila dell’accompagnatore oppure a non più di una fila di sedili di distanza.


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La tutela della vicinanza, tuttavia, non va intesa come il diritto di scegliere gratuitamente qualsiasi coppia di sedili dell’aereo. Ciò che viene garantito è che il minore non venga sistemato oltre la distanza prevista rispetto all’adulto con cui viaggia.

Cosa controllare sulla prenotazione e sulle carte d’imbarco

Quando l’assegnazione non è quella attesa, la prima cosa da verificare è la posizione effettiva dei posti. Se il bambino rientra nella fascia di età tutelata, bisogna controllare se si trovi accanto all’accompagnatore oppure, quando i posti contigui non sono disponibili, entro la distanza massima prevista.

Per una contestazione occorre recuperare tutta la documentazione relativa alla prenotazione: conferma d’acquisto, carte d’imbarco e ricevute degli eventuali servizi aggiuntivi. Quando la controversia economica con la compagnia rimane irrisolta, rivolgersi a un avvocato per consumatori può quindi servire a esaminare il caso specifico e individuare gli strumenti disponibili per far valere i propri diritti.

Questo permette anche di distinguere le due principali casistiche: da una parte il diritto del minore a essere sistemato vicino all’accompagnatore secondo le regole previste; dall’altra il servizio aggiuntivo acquistato dal passeggero ma successivamente non erogato come previsto.

Bisogna pagare per sedersi vicini?

Per garantire la sistemazione prevista ai bambini tra 2 e 12 anni non può essere richiesto un costo aggiuntivo. Il regolamento ENAC prevede inoltre la possibilità di recuperare le somme eventualmente versate come supplemento per ottenere posti contigui nei casi rientranti nella tutela.

Se la compagnia non rispetta queste disposizioni, il passeggero può effettuare una segnalazione all’ENAC attraverso l’apposito modulo online. In caso di violazione accertata, l’Ente può adottare provvedimenti sanzionatori nei confronti della compagnia aerea. A tale proposito, l’Ente specifica che la propria attività non è diretta a soddisfare le richieste.