La Sicilia è una di quelle regioni che non smette mai di sorprendere. Mare cristallino, storia millenaria, borghi affascinanti e tanta, tantissima bellezza. L’abbiamo esplorata in lungo e in largo: da Catania e Siracusa facendo anche una escursione sull’ Etna, abbiamo visitato Palermo, e siamo rimasti incantati alle Valle dei Templi di Agrigento.
Questa volta ci siamo concentrati sulla zona occidentale, per un itinerario di 3 giorni perfetto da fare anche con i bambini. Si parte da Trapani, si attraversano riserve naturali, paesini affacciati sul mare, grotte, templi e persino un’opera d’arte a cielo aperto.
Ecco cosa abbiamo fatto in un weekend super intenso con arrivo e partenza dall’aeroporto di Trapani.
Giorno 1 – Le Saline dello Stagnone e Castellammare del Golfo

Appena atterrati a Trapani e noleggiato un’ auto, ci dirigiamo subito verso le Saline dello Stagnone, un’area naturalistica con vasche d’acqua salata, mulini a vento e fenicotteri rosa. È uno di quei posti dove il tempo sembra fermarsi. La visita delle saline è possibile solo con guida e quindi bisogna necessariamente fare un tour, altrimenti ci si può accontentare di vederle dal sentiero che conduce al negozio di souvenir.
Se avete tempo, vale la pena fare anche una sosta anche alle vicine Saline di Trapani e Paceco, che avevamo visitato in un viaggio precedente: altro paesaggio da cartolina, altra magia.

Dopo la visita delle saline, ci rimettiamo in macchina e andiamo verso Castellammare del Golfo, il nostro punto di appoggio per la notte. È un paese di mare con un castello aragonese sul promontorio, un porto peschereccio ancora vivo, e un centro storico che si gira a piedi in meno di un’ora. Non è una meta da cartolina — è un posto reale, dove si mangia bene e si dorme tranquilli.
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Giorno 2 – Riserva dello Zingaro, Custonaci e San Vito lo Capo
Il secondo giorno inizia con una delle perle più belle della Sicilia: la Riserva dello Zingaro. Natura selvaggia, calette con acqua cristallina, sentieri panoramici a picco sul mare… insomma, il paradiso. Ideale anche per famiglie (con scarpe adatte!), è uno di quei posti che ti restano nel cuore. Se vuoi saperne di più, abbiamo dedicato un articolo completo proprio qui.

Dopo il trekking, ci spostiamo verso Custonaci, dove visitiamo la Grotta Mangiapane, un’antica grotta abitata fino agli anni ’50 e trasformata in un piccolo villaggio museo — gli attrezzi da lavoro ancora al loro posto, il forno, le mangiatoie delle stalle. Il contesto naturale fa il resto: ulivi, carrubbi, mandorli e agavi tutto intorno, e il blu del mare sullo sfondo. Un vero salto nel passato!
La grotta è stata anche location cinematografica dell’episodio “Il ladro di merendine” del Commissario Montalbano — e a Natale ospita il Presepe Vivente di Custonaci, uno degli eventi più suggestivi della provincia.

Chiudiamo la giornata in bellezza a San Vito Lo Capo, sabbia bianca finissima, mare turchese, una lingua di costa che sembra fuori posto nel Mediterraneo. Il paese è tranquillo fuori stagione, più animato in estate.

Se si arriva nel tardo pomeriggio, dopo la spiaggia c’è tempo per una passeggiata nel centro e per la cena: il cous cous di pesce è la specialità locale, retaggio della vicinanza culturale con il Nord Africa che si respira in tutta questa parte della Sicilia.
Giorno 3 – Alcamo, Segesta e il Cretto di Burri
Il terzo giorno abbandoniamo il mare e ci dirigiamo verso l’interno. Alcamo è a circa trenta minuti da Castellammare, ai piedi del Monte Bonifato, affacciata sul Golfo dal quale si è venuti. Il Castello dei Conti di Modica, nel centro della città, è una fortezza medievale del XIV secolo.
La particolarità? Al suo interno ci sono i Pupi siciliani, le marionette tradizionali che raccontano storie di cavalieri e paladini. Una chicca da non perdere, soprattutto se si viaggia con i bambini!

Continuiamo il viaggio dirigendoci verso il Tempio di Segesta, circondato da colline dorate che sembrano il set di un film epico. Il tempio dorico è davvero suggestivo, anche se personalmente mi hanno colpito di più il Parco archeologico di Selinunte e, ovviamente, la meravigliosa Valle dei Templi.
Piccola nota: il biglietto per Segesta non è proprio economico, quindi tenetene conto se viaggiate in famiglia.
Proseguiamo verso la verso la Valle del Belìce, un’ora di strada attraverso un paesaggio di campagna silenziosa. La tappa è duplice: Gibellina Nuova e, a pochi chilometri, le rovine di Gibellina Vecchia con il Cretto di Burri.
A Gibellina Nuova si trova il Museo delle Trame del Mediterraneo, con una collezione di arte contemporanea sorprendente per un paese di queste dimensioni — Schifano, Consagra, Ontani, opere raccolte dopo il terremoto del 1968 grazie alla visione del sindaco Ludovico Corrao, che ricostruì la città affidandosi agli artisti più importanti dell’epoca.

Il Cretto è a Gibellina Vecchia, il paese distrutto dal terremoto del 15 gennaio 1968. Alberto Burri coprì le macerie con una colata di cemento bianco che segue esattamente il tracciato delle strade originali — vicoli alti due metri, silenziosi, con il cielo sopra. Camminare nel Cretto non è una visita turistica nel senso convenzionale: è un confronto diretto con la memoria di un luogo e di 1.000 persone che non ci sono più.
È una delle esperienze più intense che questa parte della Sicilia può offrire, e pochissimi la conoscono quanto meriterebbe.
Giorno 4 – Rientro a Trapani
E dopo aver riempito gli occhi (e il cuore) di bellezza, è tempo di tornare verso l’aeroporto di Trapani. Sono stati tre giorni molto intensi ma abbiamo avuto modo di avere natura, cultura e tradizione.
📍 Informazioni utili per questo itinerario
- Come arrivare: l’aeroporto di Trapani Birgi è servito da voli low cost da diverse città italiane. È il punto di partenza e arrivo ideale per questo itinerario.
- Noleggio auto: indispensabile. Nessuna delle tappe è raggiungibile comodamente senza. Consigliamo DiscoverCars per confrontare le offerte direttamente dall’aeroporto.
- Quando andare: aprile, maggio e settembre-ottobre sono i mesi ideali. La Riserva dello Zingaro in primavera è particolarmente bella; in estate è frequentata ma l’acqua giustifica comunque il viaggio.
- Riserva dello Zingaro: verificate sempre gli orari di apertura sul sito ufficiale prima di partire. In alta stagione i parcheggi all’ingresso si esauriscono presto — arrivate entro le 9.
- Cretto di Burri: accesso libero e gratuito. Non ci sono servizi sul posto — portatevi acqua, soprattutto in estate.
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