Negli anni passati noi Rumeni-Tedeschi nel nostro paese non celebravamo l’avvento. Le domeniche d’ avvento ci riunivamo tra familiari, ma non c’era nessuna differenza con le altre domeniche dell’ anno.

I preparativi per il Natale iniziavano solo un paio di giorni prima della Vigilia. A scuola ci insegnavano la storia di Gesù. Poi di solito si faceva una rappresentazione e ogni bambino svolgeva un ruolo, chi impersonava Maria, chi Giuseppe, chi l’ asino e così via. Anche la preparazione dei vestiti era entusiasmante perchè li cucivano le nostre mamme.

Il 24 dicembre, di pomeriggio andavamo poi per le strade del paese e bussavamo alle porte delle case per chiedere se ci facevano entrare. Di solito la gente apparecchiava nella sala un tavolo con una tovaglia bianca. Noi bambini ci mettevamo intorno al tavolo e recitavamo la storia diella nascita di Gesù. Alla fine dell’ esibizione quasi tutti ci davano dei soldi, e al Bambino Gesù davano anche un regalo in un sacchettino.

Alla sera, quando avevamo finito ci riunivamo tutti in una casa a mangiare wurstel e pane. Poi dividevamo i soldi e i regali che aveva ricevuto il bambino Gesù.

La Vigilia non era però ancora terminata, bisognava andare alla messa e lì fare di nuovo la rappresentazione della nascita di Gesù per tutti i fedeli. Al ritorno a casa trovavamo poi sempre l’ albero di natale decorato con bastoncini di zucchero e cioccolatini e se ai genitori erano rimasti dei soldi c’erano anche dei regali. Oppure la mattina seguente trovavamo le nostre calze piene di dolcetti e delle buste piene di mele e mandarini (e qualche volta anche con delle monete) da parte dei nostri padrini. Il Natale è sempre stata una festa molto bella che abbiamo trascorso insieme alla nostra famiglia e ai nostri parenti.

Ricordo anche che quando in Romania c’era il regime comunista si cercava di tenere i bambini lontani dalla chiesa, ma il Natale era una festa troppo bella per rinunciarvici e così noi l’ abbiamo sempre festeggiata.

(Racconto inviato dalla Signora Caroline)


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