natale tedesco

Il Natale in Germania non inizia con l’Avvento e non finisce il 25 dicembre. Comincia a metà novembre, tra le lanterne dei bambini, e si chiude il 6 gennaio, con i Re Magi che bussano alle porte. In mezzo c’è un calendario fitto di tradizioni natalizie tedesche che hanno influenzato mezza Europa: l’albero addobbato, la corona di candele, il calendario con le finestrelle.

Se vuoi un confronto con altri paesi, trovi tutto nella guida alle tradizioni natalizie nel mondo.

San Martino e le lanterne, 11 novembre

La stagione si apre con la festa di San Martino (Sankt Martin). La sera i bambini sfilano per le strade con le lanterne (Laternen) fatte a scuola, cantando le canzoni di San Martino e seguendo spesso un cavaliere a cavallo che ricorda il santo e il suo mantello diviso con un povero. Per i tedeschi è il primo segnale che l’inverno, e quindi il Natale, si avvicina.

La storia completa la racconta la leggenda di San Martino.

San Nicola, Krampus e Knecht Ruprecht, 5 e 6 dicembre

Il 6 dicembre è il giorno di San Nicola (Nikolaustag) e per i bambini tedeschi è quasi più importante del Natale. La sera prima lucidano gli stivali e li lasciano fuori dalla porta: al mattino, se sono stati bravi, li trovano pieni di dolcetti, mandarini, noci e cioccolato.

Il santo però non gira da solo. Nelle zone bavaresi e alpine, e anche in Alto Adige, lo accompagna il Krampus, creatura con corna di capra e catene che ha il compito di spaventare i bambini disobbedienti. Se ti incuriosisce, c’è la lunga notte dei Krampus in Alto Adige. Nel nord della Germania la parte del compagno severo la fa invece Knecht Ruprecht, il servo di San Nicola, che porta la verga ai monelli. Lo stesso San Nicola, in Alto Adige, piace più di Babbo Natale.

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L’Avvento: corona, calendario e luci alle finestre

L’Avvento è il cuore del Natale tedesco, e si vive soprattutto in casa. La corona d’Avvento (Adventskranz) ha quattro candele, una per ogni domenica prima di Natale, che la famiglia accende insieme, una in più ogni settimana. Nasce nell’Ottocento ad Amburgo, dove il pastore luterano Johann Hinrich Wichern costruì per i bambini di una casa di accoglienza una ruota di legno piena di candele, da cui poi derivò la ghirlanda che conosciamo.

Il calendario dell’Avvento con le 24 finestrelle è un’invenzione tedesca del primo Novecento, e si attribuisce a Gerhard Lang, a Monaco. Oggi ogni bambino ne ha uno, e se vuoi farlo a casa ti basta costruire il calendario dell’Avvento con le tue mani.

Nelle case, e soprattutto nelle zone dell’Erzgebirge, i monti Metalliferi, a Natale si accendono anche archi di luce alle finestre (Schwibbogen), piramidi di legno che girano con il calore delle candele (Weihnachtspyramiden) e i Räuchermännchen, piccoli omini di legno che bruciano incenso. Gli schiaccianoci (Nussknacker) vengono dalla stessa tradizione artigiana.

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I mercatini di Natale (Weihnachtsmärkte)

I mercatini di Natale sono il simbolo più visibile della tradizione. Il primo di cui si ha notizia certa è lo Striezelmarkt di Dresda, documentato nel 1434, e da allora la formula si è diffusa in tutto il paese: casette di legno, Glühwein, Lebkuchen e artigianato. A Dresda è famoso anche lo Stollen, il dolce con frutta secca e canditi che si mangia in questo periodo. Per sapere dove andare, ci sono il mercatino di Norimberga, la guida ai mercatini di Natale in Germania e l’itinerario per le vacanze di Natale in Germania.

La Vigilia: albero e Christkind

La sera del 24 dicembre, la Heiligabend, è il momento centrale. L’albero di Natale (Tannenbaum) viene addobbato in segreto dai genitori e i bambini lo vedono per la prima volta solo quella sera, a porte chiuse e con le candele accese. L’usanza dell’albero decorato si è diffusa dai paesi protestanti, e se ne parla in questo articolo.

Chi porta i doni dipende da dove sei. Nelle regioni cattoliche del sud arriva il Christkind, il Bambin Gesù, figura angelica che la tradizione protestante avrebbe promosso al posto dei santi: se ne parla in questo approfondimento. Nel nord e in molte famiglie moderne è invece Der Weihnachtsmann, il Babbo Natale. Nelle chiese, la sera, si celebra la Messa della Vigilia.

A tavola: Vigilia, 25 e 26 dicembre

La cena della Vigilia è spesso semplice: insalata di patate con wurstel (Kartoffelsalat mit Würstchen), oppure carpa, soprattutto nel sud e nell’est. Il pranzo del 25 dicembre è il banchetto, con l’oca arrosto (Weihnachtsgans), cavolo rosso e canederi, e come dolce il Christstollen. Il 26 dicembre, zweiter Weihnachtstag, è festa e si passa ancora in famiglia, spesso con le avanzate.

Tra i dolci della stagione ci sono anche gli Spekulatius, i biscotti speziati, e i Pfeffernüsse, piccole palline al pepe e miele.

Dal 26 dicembre all’Epifania

Il periodo si chiude il 6 gennaio, con l’Epifania. Nelle zone cattoliche i bambini si vestono da Re Magi e vanno di casa in casa cantando: sono i Sternsinger, i “cantori della stella”. Dopo l’Epifania, l’albero viene tolto e la festa è davvero finita.

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